Alitalia

Matteoli non conosceva il piano Air France

Matteoli_Altero
La sera del 29 Agosto 2008 si sono verificati due fatti gravi all'interno della rubrica del TG1, TV7 presentata dal direttore Riotta. Il primo mette in luce che TV7 è un rotocalco rivolto alla disinformazione e non all'informazione come lo stesso Riotta si ostina a dire. Già diede grande esempio durante la campagna elettorale in cui intervistando l'allora candidato a premier Berlusconi, lasciò candidamente passare il messaggio che da tutti i processi che l'hanno visto coinvolto, ne sia uscito sempre scagionato, quando per dover di cronaca bisogna dire che tutti i processi sono andati o in prescrizione oppure con leggi ad hoc sono stati completamente cancellati. Esempio lampante il processo Mils di questi giorni cancellato senza ombra di macchia dal lodo Alfano che rende il primo ministro assieme al presidente della repubblica ed al presidente del senato e camera immuni. Se Riotta avesse diretto una rubrica di informazione come minimo avrebbe dovuto ribadire questi concetti semplici e chiari e poi lasciar far fare la campagna mediatica a Berlusconi.
Comunque senza essere ripetitivi andiamo al sodo e alle accuse rivolte a Riotta ai piloti dell'Alitalia considerati i più pagati d'Europa. Bene, da quelle dichiarazioni si è levato un vespaio dalle diverse associazioni che tutelano i piloti e dal sindacato in questione che, tabelle alla mano, ha dimostrato perfettamente il contrario.
Ovvio che comunque non solo Riotta si perde in disinformazione, infatti in collegamento, per discutere del caso Alitalia, era presente il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteoli che, nel sentire Fassino ripetere i numeri degli esuberi che provoca il piano Fenice, ben 5000 circa, in confronto degli esuberi che si avrebbero avuti con la proposta di Air France, 2.200 circa, con fare veramente frastornato interviene dicendo dove mai hanno preso quelle cifre dato che lui non ne era affatto al corrente, esaltando il piano di Berlusconi che a suo dire avrebbe fatto meno disoccupati di Air France.
Non è difficile avere quei dati, basta Google e qualche testata autorevole, dunque riporto testualmente da
Repubblica.it in data 28/03/2008 che titolava:

2.120 esuberi. I sindacati: "Piano insufficiente ma trattiamo fino in fondo"
"
La proposta del gruppo francese arrivata questa notte ai sindacati. Confermato lo stop del cargo nel 2010. Verranno riportati nel gruppo i 4.191 dipendenti di Alitalia servizi. Taglio di 37 aerei passeggeri. Aumento di capitale di 1 miliardo di euro"

Per poi scendere addirittura nel dettaglio degli esuberi:

"I 2.120 esuberi sarebbero così distribuiti: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. Nel documento spedito alle nove sigle sindacali, si specifica che gli esuberi riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in Italia"

A quanto pare sono riuscito io da comune mortale ad accedere a dati "cosi sensibili", non so cosa abbia vietato il ministro Matteoli dal conoscerli. Fattostà che chi dovrebbe creare un piano da cui dipendono le sorti della Nazione come immagine europea, economica e sociale, visti le migliaia di persone che perderanno il posto di lavoro, non conosce nemmeno i termini della controparte ed ovviamente da Riotta il mondo tace.
Alla faccia dell'informazione.
Ad ogni modo il mio sdegno non si ferma qui, tant'è che ho mandato anche una mail alla redazione di TV7 per esprimere il disappunto. Ecco il contenuto:
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Berlusconi: miracolo AlitaliaNA

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Qualche giorno fa scrissi sul caso Alitalia, quando ancora non era delineato l'intervento del governo. Riflettevo quando la cordata italiana era solo un cartello elettorale (dato che venne fuori solo 5 mesi dopo contro i 15 giorni necessari che il governo aveva promesso) e sinceramente credevo che Berlusconi avesse fatto scappare Air France e la sua ottima offerta che prevedeva una liquidità in contanti allo Stato di circa 2.500.000.000 € e l'accollarsi dei debiti della compagnia di bandiera sino ad 1.000.000.000 € contro il 1.400.000.000 € che Alitalia aveva. Per non parlare poi degli esuberi, tanti ma fermi a 2.200 circa e del parco aereo leggermente ridimensionato. Di contro ora invece c'è il piano Fenice del governo che con un colpo di magia ed in barba a tutte le regole di mercato (vedremo cosa dirà Almunia) divide l'Alitalia in due, la compagnia che fattura e mantenuta viva con aiuti statali (vedi nostri soldi: circa 1.500.000.000 € sino al 2005 e circa 800.000.000 € sino al 2008) regalata a degli imprenditori italiani che hanno versato al max 200.000.000 € (proprio un bel regalo) ed una bad company che conterrà tutti i debiti che come suddetto si aggirano intorno al 1.400.000.000 € che lo Stato (vedi noi italiani) dovrà pagare. Dunque si è passati dallo Stato che incassava ad uno Stato che dopo tanti soldi spesi ora deve risanare i debiti e lasciare la polpa a dei privati amici del premier. Il tutto fa 100 € per ogni italiano, meno della metà degli aeri fermi agli aereoporti e ben 5000 esuberi contro i circa 2000 del piano d'oltralpe; ma che importa, Berlusconi ha tolto l'ICI ( N.B. già il 70% non la pagava grazie a Prodi).
Tutto questo prologo iniziale mi serve non tanto a chiarire la presa in giro del nostro governo non solo agli italiani, ma a tutta l'Europa, che non credo rimarrà a guardare, ma soprattutto è un analisi che mi ha spinto a delle considerazioni importanti nate dal fatto che come per magia Air France, voluta e stravoluta da Tremonti e Berlusconi, è ritornata in Alitalia, ma come società detentrice circa il 20% di una nuova Alitalia ripulita completamente dai debiti. Solo ora capisco che Berlusconi non ha mai cacciato Air France come apparentemente sembrava, ma anzi, deve averci dentro un buon amico a cui avrà consigliato di ritirare l'offerta, perché appena possibile gliela avrebbe regalata con una piccolissima quota. Ed ecco allora che la compagnia francese è passata dallo sborsare 2 miliardi e 500 milioni di euro e gestire un infinità di esuberi, con il compito di rilanciare una Alitalia ormai morta, ad avere la compagnia con un semplice contributo di 200 milioni di euro.
La vera vincitrice di tutto sto ambaradam è solo Air France a cui Alitalia è stata regalata ed i truffati siamo noi italiani perchè mentre gli imprenditori ricchi e straricchi continuano ad arricchirsi senza portar pena, noi poveri comuni mortali dobbiamo accollarci i debiti di cattive amministrazioni di aziende private che falliscono in virtù dell'arricchimento privato dei singoli (non dimentichiamo le liquidazioni miliardarie date ai precedenti amministratori che avevano fatto crollare Alitalia... capite, meritavano il carcere ed invece sono stati liquidati con un tesoro).

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Alitalia, si riparte?

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Ed ecco che finalmente è venuta fuori la cordata italiana... proprio quella che nessuno si aspettava più...proprio quella cordata che sino a 15 giorni fa neanche esisteva appunto perchè a Marzo faceva solo parte di un cartello elettorale che fece scappare via Air France. La cordata fatta da circa 16 imprenditori e qualche banca preleverà solo la parte buona e produttiva di Alitalia (e certo mica sono fessi), mentre quello che rappresenta il carrozzone verrà fatto sfracellare sotto i suoi debiti che saremo noi cittadini a pagare. Noi, più i dipendenti di quel carrozzone, dato che questo fantastico piano detto "Fenice" creerà circa 5.000/7.000 esuberi (forse è questo il motivo per cui ancora i sindacati non sono stati chiamati in causa in questa fase del "piano Fenice"). Con un incredibile abilità Berlusconi è riuscito a far scappare la società francese per ora farla riapparire, appunto perchè sembra che qualche intervento finanziario verrà lasciato alla società d'oltralpe, e come d'incanto scorpora in un secondo l'Alitalia anche andando contro alla legge Marzano che lo vietava e per cui Prodi ha cercato di vendere tutto ad Air France con soli 2.150 esuberi. Ma Prodi non era cosi sveglio come Berlusconi. Se una legge lo vieta? Cambiamo la legge! Ed ecco che il parlamento si sta riunendo per verificare le dovute modifiche alla legge in questione. Staremo a vedere cosa succederà, ma nulla di quello che non si era già previsto. Come dire, al peggio non c'è mai fine!
Maggiori info.
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Caso Alitalia

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Giusto per rinfrescare la memoria. In campagnia elettorale sfortunatamente in pochi ricordano che Berlusconi fece scappare via Air France che stava acquisendo l'Alitalia con soli 2.250 esuberi (soli in modo di dire, ma sempre meglio dei 5000 da lui paventati).
In campagna elettorale Berlusconi disse che era pronta una cordata di imprenditori iitaliana che avrebbe risollevato le sorti della compagnia di bandiera che a suo dire non doveva cadere in mani straniere.
Era Marzo, ora siamo ad Agosto.
Dopo quelle dichiarazioni infanganti la Air France ha ritirato la sua offerta e per Berlusconi sono cominciati i grattacapi. In
7 mesi non è venuta fuori nessuna cordata, dimostrando che quelle promesse erano solo un cartello elettorale che non poteva essere mantenuto e non esiste niente di più meschino che giocare per il potere personale i posti di lavoro della comune gente che cerca di vivere lavorando onestamente.
Come se non bastasse riesce a tornare sul caso Alitalia con disinvoltura ed ecco allora le dichiarazioni rilasciate circa 10 giorni fa, in cui affermava che per risolvere la questione è in trattativa con un grosso gruppo straniero di cui non ha fatto nome (ma come, non doveva rimanere tutta italiana) e poi che il suo piano prevedeva solo 5000 esuberi e non 7000 come il piano di Air France. Ecco che viene fuori il Berlusconi dei numeri, il menzognero. Pur di colorire di positivo il suo piano disastroso non esita a falsare i numeri, quelli veri del piano offerto dai cugini francese, dati subito ribaditi con un comunicato stampa notturno dall'ex ministro Bersani, 2250 contro 5000.
Unico sussidio dell'Alitalia è il primo prestito di 300 milioni di euro richiesti al governo Prodi ormai espropriato da ogni potere con un successivo prestito stanziato dallo stesso governo ora in carica. Il tutto condito con una valutazione di sanzione portata avanti dall'Europa in quanto i prestiti prima citati per aiuti pubblici a ditte private, sono vietate.
Ecco come una acquisizione in via risolutiva si possa trasformare in una lotteria.
Spero che venga letto quest'articolo e che qualcuno si rinfreschi le idee dato che l'opposizione ha dimenticato il suo ruolo e sembra quasi appoggiare i misfatti di questo governo marcio sino all'osso.
Buona fortuna Italia.
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