dic 2008

la vergogna della social card

supermercato
Ecco arrivato il tanto blasonato, in campagna elettorale, aiuto alle fasce deboli con congiunto aumento delle pensioni. Ha una forma ed un nome: Social Card.
E' una grossissima presa in giro se non fosse per il suo nome inglese che come al solito aiuta solo a mitigare il fastidio della supposta, anche perché non si tratta d'altro che di una
scheda per poveri.
Potranno richiederla i pensionati al minimo che dichiarano di ISEE non oltre i 6000 € (in pochissimi ne usufruiranno), e come se non bastasse il fantomatico incremento, che avrebbe aiutato a vivere meglio, non è altro che un aumento di appena 40 € precaricate mensilmente su questa scheda bancaria da usare soltanto nei negozi sovvenzionati per fare la spesa.
Quale disaggio sociale ed organizzativo può essere legato ad una mossa del genere? Dal punto di vista sociale io la interpreto come una
umiliazione per chi dovrà esibire la carta del povero, elemosinare 40€ che in una famiglia non cambiano nulla e tanto meno non aiutano neanche per una sola spesa. Dal punto di vista organizzativo poi è stato uno sfracello dato che ci siamo ritrovati le poste intasate da ultra 70enni in fila per ore, appunto perché erano l'unico luogo dove poterla ritirare. Quale poteva essere la soluzione? Magari aggiungere le misere 40€ direttamente sulla pensione, ma ovviamente tutto ciò avrebbe facilitato troppo un Italia in cui si cerca di lucrare su tutto, perché dal costo zero di un addebito sulla pensione, si è passati ad un costo legato alla produzione della social card e ad una speculazione legata al quasi certo amico di Silvio che offre il proprio servizio bancario come tenuta conto delle miglia di schede bancarie prepagate che verranno distribuite. Come per i decoder del Silvio IV, dove gli incentivi di Stato ne aiutavano l'acquisto (successivamente divenne chiaro che aiutarono soprattutto Mediaset che si lanciava con Premium nel digitale), ma ne usufruiva soprattutto suo fratello in quanto era la ditta incaricata dallo Stato per la produzione e distribuzione, dietro questa mossa ritroverò qualche banchiere stretto collaboratore che dagli interessi dell'ammontare dell'intera operazione ne trarrà non pochi benefici.
Per chiudere però permettetemi un ulteriore sfogo. Il gov. Prodi aveva pure aumentato le pensioni di appena 40€ e fu roba che mi fece incazzare da morire, la interpretai come una presa per i fondelli, ma almeno ogni cosa fu condotta in modo meno spudorato, riversando il misero aumento direttamente sulle pensioni e permettendo ognuno di spenderlo come meglio credeva. Bene, si sollevò un vespaio che fece apparire l'intera operazione una vaccata, e furono proprio coloro appartenenti all'odierno PDL che optarono per un contrasto mediatica aiutati dal famoso Grillo.
Ora, in cui si ripete la stessa vaccata ma in modo molto peggiore e presuntuoso, tutto tace. Grillo sembra emigrato dall'Italia e l'opposizione è completamente inesistente. Ha saputo dire semplicemente che l'operazione è insufficiente!!!!!
Bha...!
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Berlusconi e Skay

sky1
Tengo a precisare giusto due punti poco o per niente dibattuti in TV.
Sono sicuro che ormai tutti conoscano la questione del caso Sky-Mediaset e governo Berlusconi che alza l'iva dal 10% al 20% anche per le televisioni digitali. Tutti credo abbiano capito sia una mossa nel pieno ciclone del conflitto d'interessi, perché anche se Mediaset (pure di Berlusconi come il resto dell'Italia) possa essere penalizzata da un rialzo dell'iva, i suoi affari nel digitale sono solo del quasi 6%, contro l'impero Murdoch che invece ne è impastato sino al 90%. In liquidi significa un aumento di tassazione per Mediaset di circa 1.500 milioni di euro, contro i 290 milioni che peseranno sulle spalle del magnate di Sky. Da questo riassunto si capisce bene a chi una mossa del genere vada a colpire. Ma siccome alla sfacciataggine non c'è mai fine, il Silvio della situazione ha pure aggiunto che la manovra dell'iva al 10% per le televisioni digitali era stata voluta nel '95 dalla sinistra per favorire Murdoch suo stretto alleato.
Ecco allora le mie precisazioni. Intanto Murdoch non è mai stato amico della sinistra quanto stretto amico e collaboratori in affari di Berlusconi, non solo in Italia, ma anche all'estero. Poi nel '95 non vi era affatto la sinistra al governo, ma Dini, scelto direttamente da Berlusconi dopo che FI aveva perso il controllo del Paese avuto nel '94. Bene, Dini avrebbe voluto aumentare l'iva, che era al 4%, sino al 19%, ma allora non avrebbe intaccato Sky appunto perchè ancora non esisteva (arriverà solo nel '98-'99) ma invece avrebbe danneggiato Tele +, che, forse come pochi ricordano, apparteneva a Berlusconi. Ecco allora FI, AN ed altri, tutti coalizzati affinché il voto in parlamento imponesse un iva al 10 e non al 19 come Dini avrebbe voluto. Bene, l'iva al 10% passo col voto di Rifondazione Comunista che appoggio FI ed amici.
E' importante capire in che ottica si inseriva il voto del gruppo di Bertinotti. Il fine, trascurato in questi giorni da ogni tv, era quello di permettere un' iva agevolata, che indubbiamente avrebbe favorito le reti Fininvest, ma avrebbe permesso l' entrare in campo ad altri soggetti che successivamente potevano diventare dei diretti concorrenti di Fininvest. Un' iva al 19% invece avrebbe favorito soltanto qualche grossa società che poteva sopportare un tale peso finanziario, cedendo il monopolio direttamente a Berlusconi ed alle sue finanze.
Spero di aver fatto un attimo di chiarezza in questa vicenda abbastanza sporca e mal raccontata.
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Etica nel PD. Berlusconi se la ride.

veltrusconi2
Che il PD non navigasse in buone acque lo si era capito da tempo, soprattutto quando ormai tutti gli italiani hanno visto quanto misera ed assente fosse l'opposizione fatta al governo in carica. Ora Veltroni si trova pure a fronteggiare una crisi interna dovuta alla serie di denunce piovute su alti esponenti del suo schieramento sia toscano che campano. E' chiaro che prima di un processo non possiamo giudicare i diretti interessati colpevoli e tanto meno non possono infangare l'onorabilità del partito che rappresentano, ma è anche vero che si è aperta all'interno dello stesso una discussione etica del gruppo che porterà probabilmente ad una revisione profonda nei confronti dei vecchi politicanti, ed alla caduta di qualche testa illustre.
Ciò che mi colpisce è l'incredibile abilità del premier di prendere la palla al balzo, e proprio lui a capo di una coalizione-partito (ancora non hanno deciso che sono) zeppo, non di presunti colpevoli, ma di persone che hanno alle spalle reati andati o in prescrizione o scontati in carcere non mi aspetto alcuna lezione sull'etica politica ed ancor più un commento su ciò che sta attraversando il PD.
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la Gelmini fa scena su YouTube

gelmini tube
Le vie del governo Berlusconi sono infinite. La ministra della D-istruzione, ormai da tutto conosciuta come MaryStar, ma al secolo Mariastella Gelmini, dopo le trovate che mettevano alla gogna la scuola pubblica e distruggeranno le scuole primarie, per non parlare dei licenziamenti nel campo spalmati in 3 anni, proprio ora, in questa triste crisi economica, ha sempre, e ribadisco sempre, rifiutato l'incontro con gli studenti. E pure lo hanno chiesto ad alta voce ed in tutta Italia, un mese di scioperi, di occupazioni, piazze stracolme di famiglie e studenti, ma lei era distratta e non se ne accorse, perché il governo del fare (male, ma basta che si faccia) era impegnato a far valere la propria linea.
A distanza di un mese spunta fuori un canale YouTube delle stessa che promuove il dialogo con gli studenti. Un dialogo filtrato in cui vengono preferite le risposte mirate a quelle imbarazzanti.
Mi puzza di bufala, la solita bufala di un governo indifferente che trova poi lo stratagemma per sembrare vicino ai cittadini. Un rapporto sempre mediato e filtrato, ma mai diretto sui veri problemi, tant'è che sia il parlamento che la piazza vengono sempre disertate dai deputanti in carica quando vengono chieste loro spiegazioni.
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Regione Calabria. Bando per video sorveglianza

VideoSorveglianza1
Le elezioni si avvicinano ed ecco venir fuori interessantissime iniziative della Regione Calabria. Tra le tante un incentivo sull'installazione di video camere agli esercizi commerciali contro atti di intimidazione. Magari controllando bene viene fuori che sarà la ditta di qualche mafioso che distribuirà il necessario per la video sorveglianza. Che sia chiaro, con ciò non voglio insinuare nessun rapporto tra Regione e mafia, ma certamente tutti sono a conoscenza del controllo del territorio che al sud le organizzazione criminali hanno. Dunque mi chiedo se questo incentivo sia solo propaganda elettorale o finalizzato a dare un duro colpo al pizzo, appunto perché credo che non lo si combatta trovando la soluzione per l'ultimo stadio di un meccanismo ben più complesso, ma il pizzo va combattuto all'origine sensibilizzando i commercianti ad aver coraggio ad opporsi e denunciare perché non saranno soli!
Poi non dimentichiamo che la criminalità non si agisce soltanto con una bomba al negozio, ma sa tanti altri modi per estorcerti quello che cerca!
Allora rimbocchiamoci le maniche sul serio e non diamo dei contentini soltanto quando serve un voto!
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