Matteoli non conosceva il piano Air France
Comunque senza essere ripetitivi andiamo al sodo e alle accuse rivolte a Riotta ai piloti dell'Alitalia considerati i più pagati d'Europa. Bene, da quelle dichiarazioni si è levato un vespaio dalle diverse associazioni che tutelano i piloti e dal sindacato in questione che, tabelle alla mano, ha dimostrato perfettamente il contrario.
Ovvio che comunque non solo Riotta si perde in disinformazione, infatti in collegamento, per discutere del caso Alitalia, era presente il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteoli che, nel sentire Fassino ripetere i numeri degli esuberi che provoca il piano Fenice, ben 5000 circa, in confronto degli esuberi che si avrebbero avuti con la proposta di Air France, 2.200 circa, con fare veramente frastornato interviene dicendo dove mai hanno preso quelle cifre dato che lui non ne era affatto al corrente, esaltando il piano di Berlusconi che a suo dire avrebbe fatto meno disoccupati di Air France.
Non è difficile avere quei dati, basta Google e qualche testata autorevole, dunque riporto testualmente da Repubblica.it in data 28/03/2008 che titolava:
2.120 esuberi. I sindacati: "Piano insufficiente ma trattiamo fino in fondo"
"La proposta del gruppo francese arrivata questa notte ai sindacati. Confermato lo stop del cargo nel 2010. Verranno riportati nel gruppo i 4.191 dipendenti di Alitalia servizi. Taglio di 37 aerei passeggeri. Aumento di capitale di 1 miliardo di euro"
Per poi scendere addirittura nel dettaglio degli esuberi:
"I 2.120 esuberi sarebbero così distribuiti: 1.620 per Alitalia Fly e 500 per Alitalia Servizi. Nel documento spedito alle nove sigle sindacali, si specifica che gli esuberi riguardano 507 piloti, 594 assistenti di volo, 121 dipendenti all'estero e 398 del personale di terra in Italia"
A quanto pare sono riuscito io da comune mortale ad accedere a dati "cosi sensibili", non so cosa abbia vietato il ministro Matteoli dal conoscerli. Fattostà che chi dovrebbe creare un piano da cui dipendono le sorti della Nazione come immagine europea, economica e sociale, visti le migliaia di persone che perderanno il posto di lavoro, non conosce nemmeno i termini della controparte ed ovviamente da Riotta il mondo tace.
Alla faccia dell'informazione.
Ad ogni modo il mio sdegno non si ferma qui, tant'è che ho mandato anche una mail alla redazione di TV7 per esprimere il disappunto. Ecco il contenuto:
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Facciamo rispettare Pio la Torre
Berlusconi: miracolo AlitaliaNA
Tutto questo prologo iniziale mi serve non tanto a chiarire la presa in giro del nostro governo non solo agli italiani, ma a tutta l'Europa, che non credo rimarrà a guardare, ma soprattutto è un analisi che mi ha spinto a delle considerazioni importanti nate dal fatto che come per magia Air France, voluta e stravoluta da Tremonti e Berlusconi, è ritornata in Alitalia, ma come società detentrice circa il 20% di una nuova Alitalia ripulita completamente dai debiti. Solo ora capisco che Berlusconi non ha mai cacciato Air France come apparentemente sembrava, ma anzi, deve averci dentro un buon amico a cui avrà consigliato di ritirare l'offerta, perché appena possibile gliela avrebbe regalata con una piccolissima quota. Ed ecco allora che la compagnia francese è passata dallo sborsare 2 miliardi e 500 milioni di euro e gestire un infinità di esuberi, con il compito di rilanciare una Alitalia ormai morta, ad avere la compagnia con un semplice contributo di 200 milioni di euro.
La vera vincitrice di tutto sto ambaradam è solo Air France a cui Alitalia è stata regalata ed i truffati siamo noi italiani perchè mentre gli imprenditori ricchi e straricchi continuano ad arricchirsi senza portar pena, noi poveri comuni mortali dobbiamo accollarci i debiti di cattive amministrazioni di aziende private che falliscono in virtù dell'arricchimento privato dei singoli (non dimentichiamo le liquidazioni miliardarie date ai precedenti amministratori che avevano fatto crollare Alitalia... capite, meritavano il carcere ed invece sono stati liquidati con un tesoro).
Prodi: "che siano pubblicate tutte le mie telefonate"
sabato/settembre/2008 15:56 Archiviato
in:Politica
Precisato ciò, viene subito a galla la mala fede in cui si è svolto tutto, in quanto Berlusconi ha preso la palla al balzo per mandare la propria "solidarietà pelosa" all'ex premier e ribadire la necessità di fare subito una legge contro le intercettazioni. Fortunatamente Prodi non è caduto nella trappola rispondendo semplicemente che tutte le sue telefonate possono essere pubblicate ed è necessario non strumentalizzare l'accaduto, perchè le intercettazioni sono uno strumento necessario ed importante nelle mani della magistratura. Si capisce bene che ha rinviato al mittente la solidarietà espressa. Come dire, male non fare, paura non avere!
Sono orgoglioso dei toni e delle risposte di Prodi, in un momento di degrado sociale e culturale dell'Italia, portato avanti da un governo che legittima qualsiasi comportamento razzista e che cerca in tutti i modi di imbavagliare stampa e magistratura.
Ci terrei a riportare giusto due righe dal sito voglioscendere.ilcannocchiale.it/ in cui si spiega bene a cosa si riferissero le telefonate in questione. A voi il giudizio!
"[...]il consuocero, primario a Bologna, chiese fondi pubblici per una struttura pubblica di ricerca biomedica, Prodi girò la pratica al ministro competente Mussi, che liberamente decise di no. Idem quando un amico industriale farmaceutico chiese agevolazioni fiscali per una fondazione scientifica: la pratica passò al Tesoro che, avendo già deliberato per il 2007, suggerì di rifarsi vivo nel 2008 (nulla di fatto anche in quel caso). Quando invece un nipote chiedeva consigli privati per una società privata, Prodi privatamente glieli dava. Grazie, poi, alle dichiarazioni di Prodi, abbiamo almeno un politico (purtroppo in pensione) che non ha nulla da nascondere e dunque chiede di pubblicare tutte le sue telefonate intercettate."
La moglie di Mastella pagherà le spese processuali






