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Dal film di Gomorra ennesimo arresto per affiliazione. Su questo si concentra la cattiva informazione

locandina gomorra
Tutti i media si fanno eco: "Ennesimo arresto tra gli attori di Gomorra. Cercava il pizzo a Casal di Principe".
Nessuno o quasi ha cercato di capire cosa ci possa essere sotto, documentando la triste sorte che tocca a chi vive in quelle zone abbandonate.
La vera notizia non è che l'attore di un film, che sino a qualche giorno fa era il lista tra i possibili finalisti degli oscar, fosse stato arrestato perché cercava il pizzo, ma che una persona alla quale è stata tolta la possibilità di lavorare è ricaduto nell'unica macchina produttiva che permette il sostentamento in queste terre maledette.
Infatti credo che sia chiaro a tutti che nessuno si alza la mattina e va a chiedere il pizzo liberamente e, tanto meno, non sarà neanche il capo bastone in persona a chiederlo, ma verranno usate delle persone esca che con la garanzia di uno stipendio fisso, appunto perché sono dei veri e propri assunti del sistema camorra, intraprendono una strada non grata, ma l'unica che si oppone allo scappare dalla proprio città natale.
Ecco così che, dalla rilettura dell'accaduto, viene fuori come appena ci sia la possibilità di un lavoro onesto, magari nel cast di un film, tutti ci si buttino dentro, ma finita la favola bisogna tornare a fare i conti col quotidiano e sottostare a regole delinquenziali, ma che sono le uniche che ti garantiscono un futuro.
Certamente tutto ciò alla stampa non interessa, per quale motivo risollevare questioni vecchie da secoli e da nessuno risolte, perché non lasciar marcire il meridione nella povertà e nel silenzio che diventa l'oro delle organizzazioni criminali che, in assenza dello stato, diventano loro stesso lo stato?
Sono miniere di voti, destinati a chi ne garantisce i loro sporchi giochi e mai al cittadino che non si sente nemmeno italiano.
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